BIM normativa italiana: guida ai riferimenti più importanti - Smart Space

BIM normativa italiana: guida ai riferimenti più importanti

Focus sugli aspetti principali della normativa italiana in materia di Building Information Modeling.

Abbiamo discusso in precedenza sul significato del BIM e sul suo enorme potenziale a servizio del settore delle costruzioni. La rivoluzione BIM negli ultimi anni si è diffusa più velocemente in Italia in quanto sostenuta dall’introduzione e dal continuo aggiornamento normativo e legislativo. Questo è dovuto anche alla spinta verso l’aggiornamento della tecnologia a supporto dei processi del settore edile fornita dall’unione europea che lavora già da qualche anno per una progressiva digitalizzazione di molteplici settori industriali ivi compreso quello delle costruzioni.

All’interno del nostro approfondimento sul BIM, non potevamo quindi tralasciare l’importanza dell’aspetto legislativo per la ricezione della metodologia nel nostro settore. Vogliamo con questo contributo fornirvi una panoramica sui principali riferimenti normativi che regolano l’attività dei professionisti che operano in ambito BIM. L’obiettivo che perseguiamo è quello di sensibilizzare il nostro audience nei confronti di questa tematica per aumentare la consapevolezza di chi deve ancora introdurre tale metodologia nel proprio processo lavorativo.

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L’approccio con cui analizzeremo i contenuti normativi non vuole necessariamente seguire la linea temporale degli eventi, quanto delineare concettualmente i cambiamenti avvenuti in un rapporto di causa-effetto.

BIM normativa italiana: le tappe principali 

Il 2019 ha rappresentato un anno decisivo per l’affermazione del BIM con la prima applicazione agli appalti pubblici (con importo pari o superiore a 100 milioni) del DM 560/2017 e l’introduzione obbligatoria dell’uso di metodi e strumenti elettronici per gli appalti pubblici operata dal DM 560/2017. Tale decreto ha stabilito modalità e tempistiche con cui le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti e gli operatori economici sono tenuti ad introdurre tali metodi e strumenti per le infrastrutture nella progettazione, costruzione e gestione delle opere.

Il principio di obbligatorietà viene attuato in maniera progressiva e sempre più stringente a livello di importi a base di gara. Già a decorrere dall’inizio di questo anno siamo scesi a importi a base di gara pari o superiori a 15 milioni di euro e si arriverà col 2025 all’ultima delle cinque tappe previste dal percorso progressivo di adozione in cui le opere soggette a tali provvedimenti saranno quello con importo inferiore a 1 milione di euro, come stabilito dall’art. 6 del suddetto decreto.

Il decreto non si limita a contribuire al processo di digitalizzazione esclusivamente con una timeline di progressiva adozione, ma fornisce definizioni e contenuti indispensabili per generare un linguaggio condiviso sulla materia in questione. In tal senso citiamo la definizione di ambiente di condivisione dati, ovvero un ambiente digitale di raccolta dati organizzata e condivisione regolata da sistemi di sicurezza per l’accesso, di tracciabilità e successione storica, nonché conservazione nel tempo e accessibilità al patrimonio informativo contenuto relativo ad un’opera. Degna di nota in quanto ampliamento di vedute a favore dell’impiego del BIM è la definizione di “lavori complessi” che comprende quelli per i quali si richieda un elevato livello di conoscenza finalizzata a mitigare il rischio di allungamento dei tempi contrattuali e dei costi previsti, oltre che alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori coinvolti, facendovi rientrare anche quelli determinati da esigenze particolarmente accentuate di coordinamento e collaborazione tra discipline eterogenee la cui integrazione in termini collaborativi è ritenuta fondamentale.

A questo punto diventa necessario sottolineare che il DM 560/2017 si pone come decreto attuativo del D. Lgs. 50/2016. Quest’ultimo decreto, noto anche come nuovo codice dei contratti pubblici, costituisce una tappa fondamentale nell’evoluzione normativa del BIM in Italia. L’art. 23 al comma 13 introduce per la prima volta il concetto di BIM per gli appalti pubblici come metodi e strumenti elettronici che utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualità tra i progettisti. Inoltre il decreto anticipa la successiva definizione delle tempistiche di adozione di tali metodi e strumenti da parte delle stazioni appaltanti presupponendo che queste siano dotate di personale adeguatamente formato in materia.

Occorre arrivare al 2018 per avere la prima norma internazionale (ISO 19650) sugli standard BIM. Questo è stato un segnale forte a livello globale della crescente ricaduta positiva del BIM nello sviluppo del settore delle costruzioni. Oltre alla chiara volontà di incrementarne ulteriormente la diffusione, si evidenzia la necessità di definire regole e standard internazionali che possano consentire un utilizzo trasversale della metodologia. Questa norma nasce successivamente ad altre già adottate in alcuni stati europei ma ha definito un approccio estremamente differente focalizzandosi sull’aspetto manageriale della gestione delle informazioni degli edifici per la quale la metodologia BIM si delinea come una delle colonne portanti.

L’ente internazionale di normazione ISO ha rilasciato le prime due parti della ISO 19650, che è stata anche tradotta in italiano nella UNI EN ISO 19650:2019, Organizzazione e digitalizzazione delle informazioni relative all’edilizia e alle opere di ingegneria civile, incluso il Building Information Modelling (BIM) – Gestione informativa mediante il Building Information Modelling (Parte 1: Concetti e principi, parte 2: Fase di consegna dei cespiti immobili). Nella prima parte vengono definiti gli aspetti generali ed espressi concetti già consolidati in tutto il mondo BIM. Il flusso informativo del processo edilizio viene contestualizzato all’interno del Project Management, applicabile quindi all’intero ciclo di vita dell’edificio e a commesse di molteplice entità e complessità. Nello specifico sono discussi: i principi fondamentali della produzione informativa, i requisiti informativi e la loro gerarchia, i metodi di consegna delle informazioni, la gestione e produzione collaborativa delle informazioni.

Nella seconda parte invece viene illustrato punto per punto il flusso informativo che conduce all’articolazione della commessa, considerando l’unicità che caratterizza ogni iter progettuale. I protagonisti del processo, sono stati individuati in relazione alla produzione informativa nella prima parte e connotati in maniera generica (Soggetto Proponente, Soggetto Incaricato Principale, Soggetti Incaricati, ecc.), così da evitare conflittualità con le normative di riferimento locali. Qui vengono ripresi per analizzare le relazioni che intercorrono tra essi. Il fulcro della seconda parte è rappresentato dalla definizione delle otto fasi di gestione delle commesse in termini di gestione informativa:

  • Valutazione (di fattibilità) e formulazione delle esigenze
  • Invito a presentare offerte
  • Offerte
  • Incarico
  • Mobilitazione
  • Produzione collaborativa di informazioni
  • Consegna del modello informativo
  • Chiusura della commessa (fine della fase di consegna)

Abbiamo già accennato alla funzione primaria della norma ISO che gode del principio di predominanza sulle possibili interferenze con le norme dipendenti a livello nazionale. A tale proposito, il recepimento di tale norma nella nostra realtà nazionale vede l’applicazione congiunta di questa e della UNI 11337 che, sebbene sia stata adottata in precedenza, è stata poi aggiornata e definita allegato nazionale della ISO stessa per la sua funzione normativa complementare. La struttura prevalentemente applicativa della norma italiana trova perfetta compatibilità con la ISO 19650 che fornisce invece le linee guida sulla gestione informativa tramite BIM.

La UNI 11337 costituisce la prima vera norma tecnica italiana sul BIM. La norma è composta da più parti e attualmente ne sono state pubblicate sei (parte 1-3-4-5-6-7). Inoltre a fine 2019 è stata pubblicata la UNI/PdR 74:2019, ovvero la prassi di riferimento per la definizione di un Sistema di Gestione BIM (SGIBIM) che un’organizzazione deve attuare per migliorare l’efficienza del processo di programmazione, progettazione, produzione, esercizio ed eventuale dismissione dell’opera. L’obiettivo di questo documento è quello di fornire elementi essenziali per la certificazione del sistema di gestione BIM dell’organizzazione, sia nel caso di committente o di affidatario dell’opera.

Per quanto riguarda invece la UNI 11337 vediamo più nel dettaglio quali sono le indicazioni tecniche espresse che rappresentano l’attuale comparto normativo sulle costruzioni digitali.
Innanzitutto la norma si definisce applicabile a qualsiasi tipologia di edificio, infrastruttura e processo, inteso come ideazione, produzione per la costruzione ex novo, conservazione o riqualificazione dell’ambiente o del costruito. Agli inizi del 2017 sono state pubblicate le parti 1,4,5 e 6 che si sono aggiunte alla parte 3 (unica parte rimasta in vigore della primissima norma tecnica del 2009). Quest’ultima parte della norma che è rimasta immutata negli anni riguarda i modelli per la raccolta, l’organizzazione e l’archiviazione dell’informazione tecnica ai fini della descrizione dei prodotti da costruzione.
La prima parte (UNI 11337-1) si occupa di modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi, interessando gli aspetti generali della gestione digitale del processo informativo nel settore delle costruzioni.
La UNI 11337-4 concerne gli aspetti qualitativi e quantitativi della gestione digitalizzata del processo mirando alla definizione degli obiettivi relativi alle fasi di processo introdotte nella UNI 11337-1. Vengono introdotti i LOD (Level of Development) ovvero i livelli di sviluppo degli oggetti digitali ed è sempre in questa parte che sono definiti gli stati di lavorazione e approvazione del contenuto informativo.
La UNI 11337-5 tratta la gestione dei flussi informativi nei processi di costruzione digitalizzati. La norma definisce i requisiti per la produzione, gestione e trasmissione di contenuti informativi attraverso l’introduzione di tre documenti: il capitolato informativo (CI), l’offerta per la gestione informativa (oGI) e il piano per la gestione informativa (pGI). La norma introduce inoltre i concetti di analisi delle incoerenze e interferenze informative e di ambiente di condivisione dati (ACDat).
La UNI 11337-6 si ricollega alla parte precedente in quanto tratta il capitolato informativo (CI), ovvero il documento contrattuale di commessa tra un soggetto proponente (committente) e un soggetto contraente (affidatario). La norma definisce la struttura del capitolato informativo e traccia le linee guida per la sua stesura fornendo indicazioni procedurali e uno schema generale dei contenuti.
È di più recente adozione la UNI 11337-7 pubblicata nel 2018 e che riguarda la definizione dei requisiti relativi all’attività professionale delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa. La norma individua quattro figure associate all’ambito BIM che sono: il CDE Manager, il BIM Manager, il BIM Coordinator e il BIM Specialist. Per ciascun ruolo sono definiti chiaramente ambiti di competenza e limiti gestionali ed operativi correlati all’attività professionale degli stessi. L’UNI 11337-7 sembra non essere la conclusione del percorso normativo sul BIM e pare siano previste ulteriori parti ad integrazione della serie trattata.

Con questo articolo abbiamo indagato all’interno del nostro approfondimento sul BIM gli aspetti normativi essenziali con particolare riferimento alla realtà italiana. L’excursus normativo di questo contributo è stato proposto con la volontà di sintetizzare le tappe normative fondamentali che hanno contribuito alla diffusione del BIM nel settore delle costruzioni. Considerando il continuo evolversi del processo normativo così come gli sviluppi della metodologia trattata, questo contributo non vuole essere esaustivo bensì fornire gli spunti necessari per incrementare la consapevolezza e stimolare ulteriori approfondimenti sulla profonda rivoluzione che il comparto delle costruzioni sta vivendo a livello globale.

Per avere maggiori informazioni scrivi a info@smartspace.it

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