Bim Platform

1. Introduzione al BIM

Cos’è il BIM? BIM è l’acronimo che sta per “Building Information Modeling” ed è per definizione la rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali di un edificio, un modello dinamico che racchiude tutte le informazioni che riguardano il suo intero ciclo di vita, dalla progettazione alla demolizione e dismissione.

Il BIM nelle costruzioni rappresenta un cardine di primaria importanza nel processo di digitalizzazione e innovazione del settore perché consente di ottimizzare e rendere funzionale il flusso informativo che riguarda un’opera sintetizzandone tutti i dati che la riguardano.

Una vera e propria rivoluzione nell’approccio di lavoro che consente alle diverse figure professionali coinvolte nel progetto di collaborare alla realizzazione del modello virtuale dell’opera, contribuendo ciascuno, sulla base delle proprie competenze e responsabilità, con le informazioni che la riguardano.

Il modello informativo permette di rappresentare virtualmente un edificio prima che venga costruito fisicamente, e valutarne ogni aspetto già in fase di progettazione.

I diversi attori coinvolti possono accedere singolarmente e contemporaneamente al modello informativo e a tutte le informazioni che esso contiene, inserendo i propri dati, aggiornandoli o modificandoli se necessario.

Collaborazione, accessibilità e interoperabilità, costituiscono una parte importante del vantaggio di applicazione di questa metodologia operativa che permette di individuare anticipatamente eventuali criticità ed errori, e di intervenire tempestivamente già in fase di progettazione.

La gestione efficace dell’intero ciclo di vita di un edificio è resa possibile dal supporto della tecnologia che consente di creare un ambiente digitale condiviso, il cosiddetto Common Data Environment.

Il Common Data Environment o CDE è lo strumento operativo del BIM management che consente di raccogliere e gestire le informazioni di un progetto BIM.

Tutti i professionisti coinvolti possono accedere a questo ambiente digitale, inserire nominalmente i propri dati in modo che sia sempre chiaro a tutti a chi appartiene il contributo informativo, aggiornarli e modificarli, consultare tutte le informazioni inserite dalle altre figure professionali coinvolte. 

La definizione di CDE e il suo funzionamento sono stati introdotti per la prima volta dalle norme inglesi PAS 1192; successivamente sono stati introdotti anche nella normativa italiana nella UNI 11337, in particolare nella UNI 11337-5 e UNI 11337-6 relative al Capitolato Informativo, e il Common Data Environment assume il nome di Ambiente Condivisione Dati o ACDat.

2. I riferimenti normativi del BIM in Italia

Il BIM nella normativa italiana è regolato dalla Direttiva 24/2014 che costituisce il riferimento normativo del BIM in Europa e dal Codice dei Contratti e degli Appalti pubblici (D. Lgs. n.50 del 18 aprile 2016).

La Direttiva 24/2014 incoraggiava già all’utilizzo della metodologia BIM e prospettava la graduale introduzione dell’obbligatorietà del BIM da parte di stazioni appaltanti, amministrazioni ed operatori economici, definita da una Commissione istituita presso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Con l’entrata in vigore del Codice dei Contratti e degli Appalti Pubblici la metodologia BIM diventa anche parametro di valutazione determinante dei requisiti.

L’obbligatorietà del BIM, le modalità e i tempi di introduzione, sono stati definiti nel quadro normativo dal cosiddetto Decreto BIM (DM 560 del 1° dicembre 2017).

Il Decreto BIM stabilisce l’obbligo di introduzione di metodologie operative di modellazione:

Dal 1° gennaio 2019 per opere di importo da 100 milioni di euro;

Dal 2020 per opere di importo oltre i 50 milioni di euro;

Dal 2021 per opere di importo oltre i 15 milioni di euro;

Dal 2022 per opere di importo oltre 5,3 milioni di euro;

Dal 2023 per opere di importo oltre 1 milione di euro;

Dal 2025 per tutte le nuove opere.

Il Decreto non disciplina solo il rapporto tra BIM e appalti pubblici ma introduce anche l’obbligo delle stazioni appaltanti di provvedere a un adeguato piano di formazione del personale, di gestione e controllo dei dati delle piattaforme interoperabili aperte di modellazione.

3. Vantaggi del BIM

I vantaggi del BIM nel settore delle costruzioni riguardano tutte le fasi di un’opera, pianificazione, progettazione, costruzione e gestione operativa.

Se scendiamo nel dettaglio delle attività inerenti alla progettazione e realizzazione di un’opera ci rendiamo immediatamente conto dei vantaggi della progettazione BIM: avere a disposizione un modello digitale condiviso nel quale ogni aspetto della realizzazione è accessibile consente di valutare immediatamente errori di progettazione ed eventuali criticità, risparmiando su tempo e costi di intervento per modifiche in fase di costruzione.

La comunicazione tra le parti interessate è più chiara e immediata rispetto ai metodi tradizionali e consente a tutti di sapere sempre chi ha fatto cosa, riducendo le lungaggini di allineamento sul progetto.

Anche la gestione del cantiere BIM apre a scenari di maggiore funzionalità ed efficienza.

Attraverso il BIM è possibile creare anche un modello virtuale di cantiere che permette di rappresentarne la complessità, tenere conto contestualmente di tutte le risorse che vi operano, uomini e mezzi, gestirne la presenza e la sicurezza, le modalità e i tempi, verificare successivamente in modo puntuale e preciso lo stato di avanzamento lavori programmato in fase di progettazione.

Smart Space si occupa da anni di BIM e mette a disposizione di tutte le realtà del settore costruzioni che vogliono introdurre la metodologia BIM nei propri processi le sue competenze e la sua esperienza. Una consulenza misurata sempre sulle specifiche esigenze di ogni cliente.

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