Come rispondere in modo efficace ai bandi sicurezza nei cantieri - Smart Space

Come rispondere in modo efficace ai bandi sicurezza nei cantieri

La comprensione di un bando di gara nei suoi requisiti e la stesura della relativa proposta richiedono un impegno non indifferente. Questo breve articolo vuole fornire una guida utile sugli aspetti da non trascurare e che possono soddisfare pienamente i criteri in materia di controllo della sicurezza in cantiere. Nell’ambito del nostro approfondimento sul tema della smart safety abbiamo ritenuto fosse utile fornire una guida per rispondere in modo adeguato e completo ai bandi contenenti specifici criteri di valutazione circa il controllo della sicurezza in cantiere. La gestione della sicurezza è un aspetto molto importante e delicato per la presentazione di un’offerta economica ed è necessario che venga affrontato con piena consapevolezza quando ci si prepara a stendere la propria proposta. < Scarica gratis il nostro ebook e scopri come BIM, Digital Twin e IoT possono migliorare la sicurezza in cantiere> Generalmente, in un disciplinare di gara per appalto pubblico, troviamo esplicitato l’importo complessivo dell’appalto e l’importo relativo alla Sicurezza che non è soggetto a ribasso: questo aspetto fa riferimento a quanto previsto nel “Nuovo Codice dei contratti pubblici”, introdotto dal D. Lgs. 50/2016 (aggiornato alla legge 120/2020 di conversione del DL 76/2020), nonché al T.U. sulla Sicurezza (D. Lgs. 81/08). Spesso accade, però, che i termini costi e oneri vengano associati alla Sicurezza e utilizzati indistintamente, generando confusione per gli offerenti. Cerchiamo di fare chiarezza a riguardo.

Bandi sicurezza: i costi

I costi della sicurezza derivano dalla stima effettuata nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) o dall’analisi della Stazione Appaltante anche per tramite del RUP, quando il PSC non sia previsto, in conformità con la normativa sulla sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Il PSC è parte integrante del contratto di appalto pertanto l’impresa esecutrice è vincolata contrattualmente a questi costi, in quanto rappresentano l’ingerenza del committente nelle scelte esecutive della stessa. Quando è prevista la redazione del PSC, i costi della sicurezza vanno stimati per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere e riguardano secondo quanto riportato nell’Allegato XV al punto 4 (T.U. 81/08):
  • gli apprestamenti previsti nel PSC;
  • le misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti; gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi;
  • i mezzi e servizi di protezione collettiva;
  • le procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza; gli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti;
  • le misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.
I costi della sicurezza individuati nel PSC sono compresi nell’importo totale dei lavori e spesso sono anche messi in evidenza nei bandi di gara, in quanto rappresentano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte presentate dalle imprese esecutrici. È utile poi aggiungere che il legislatore prevede che “l’impresa che si aggiudica i lavori ha la facoltà di presentare al coordinatore per l’esecuzione proposte di integrazione al piano di sicurezza e di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti.”

Bandi sicurezza: oneri aziendali

Gli oneri aziendali della sicurezza sono gli oneri afferenti all’esercizio dell’attività svolta da ciascun operatore economico. Si tratta delle spese che ciascuna impresa deve affrontare per la gestione dei rischi specifici propri e relativi alle misure operative da adottare nell’esecuzione delle lavorazioni in uno specifico cantiere. Questi oneri sono aggiuntivi rispetto a quanto già previsto nel PSC e non sono riconducibili ai costi della sicurezza previsti dall’allegato XV del D.lgs. 81/08; ricadono nella quota parte delle spese generali previste dall’art. 32 del D.P.R. 207/2010 s.m.i. Per essere più chiari, questi importi riguardano sia gli oneri gestionali della sicurezza annui sostenuti dall’operatore economico in attuazione della normativa vigente in materia, a prescindere dai singoli e specifici contratti (ad esempio: quota parte delle spese sostenute per le visite mediche, formazione ed informazione di base dei lavoratori ecc.), sia gli oneri operativi rappresentativi di tutte le spese relative alle misure di prevenzione connesse allo specifico appalto (ad esempio: la formazione integrativa necessaria agli stessi lavoratori, alcuni DPI particolari ecc.). Il Datore di Lavoro, in qualità di operatore economico partecipante a un appalto, è tenuto a indicare l’impegno economico che dovrà sostenere in termini di manodopera e oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 95 D. Lgs.50/2016). Questi oneri, indicati dall’operatore economico nella propria offerta (se richiesto dalla stazione appaltante o comunque dallo stesso forniti in sede di giustificazione della stessa), dovranno essere sottoposti alla verifica di congruità rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori. Gli oneri della sicurezza non devono essere soggetti a ribasso da parte dell’offerente.

Bandi sicurezza: i criteri di controllo della sicurezza in cantiere

Un altro aspetto che non bisogna sottovalutare nel redigere una proposta che sia al passo con i tempi, è l’impiego di soluzioni e tecnologie innovative. Una proposta migliorativa, solitamente, consente di ottenere un punteggio aggiuntivo rispetto ai requisiti minimi che devono essere comunque garantiti. A parità degli altri indicatori, questi criteri premiali consentono di raggiungere per chi ne usufruisce una posizione più elevata nella graduatoria di aggiudicazione dell’appalto. Ed è proprio in questa direzione di innovazione tecnologica negli appalti pubblici che si sta muovendo il Governo. Il protocollo d’intesa, firmato ad aprile 2020 dal ministro dello Sviluppo economico, dell’Università e della Ricerca e dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, è un primo atto con cui il Governo riconosce agli appalti pubblici la capacità di “stimolare una crescita intelligente e inclusiva, dopo l’attuale fase di emergenza causata dal Covid-19.” La collaborazione tra i tre Ministeri nasce al fine di realizzare i seguenti obiettivi strategici:
  • stimolare e sostenere la creazione di un’industria e di un mercato delle soluzioni innovative incentivato dalla domanda pubblica, supportando, inoltre, attività di ricerca e sviluppo (R&S) e di sperimentazione, nonché l’accesso al mercato delle aziende presenti sul territorio;
  • attuare la trasformazione strutturale delle infrastrutture digitali e dei servizi della pubblica amministrazione, promuovendo la collaborazione tra pubblico e privato per generare e diffondere l’innovazione;
  • migliorare la qualità della vita di cittadini e imprese, favorendo l’introduzione di soluzioni innovative e tecnologie emergenti per dare riscontro a quelle esigenze di semplificazione manifestate nel quotidiano contatto con il settore pubblico.
Con questo atto d’indirizzo di Governo viene promosso a livello europeo l’utilizzo delle cosiddette procedure d’appalto per l’innovazione. Attraverso gli appalti innovativi, lo Stato vuole stimolare le aziende e il mondo della ricerca a creare nuove soluzioni per rispondere alle sfide sociali più complesse. In quest’ottica, si abbandonano gli appalti tradizionali che riguardano prodotti e servizi standardizzati già disponibili sul mercato per aumentare la capacità competitiva delle imprese e far crescere un’industria all’avanguardia. Il primo programma individuato dai dicasteri è Smarter Italy, che parte con una dotazione finanziaria iniziale di 50 milioni di euro e prevede il lancio di gare d’appalto con scopo di soddisfare le esigenze espresse dalle città e dai borghi.

Bandi sicurezza: il BIM negli appalti pubblici

Con l’articolo 23 del Codice Appalti (D. Lgs. 50/2016) è stata introdotta nell’ordinamento italiano la possibilità per le stazioni appaltanti di richiedere l’utilizzo della metodologia BIM, ovvero l’uso di metodi e strumenti elettronici specifici di modellazione elettronica e informativa per l’edilizia e le infrastrutture. Questo nuovo approccio, già presente nel panorama comunitario, nasce dall’esigenza di trasparenza e semplificazione delle procedure di aggiudicazione dei lavori pubblici, ma anche dal rispetto dei principi di qualità e innovazione nel settore dei contratti pubblici. Se il Codice Appalti segna l’ingresso nella normativa della metodologia BIM, il DM 560/2017 rappresenta invece il decreto attuativo del precedente. In questo decreto, infatti, vengono definite le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, individuando anche il campo di applicazione degli stessi; viene precisato che l’utilizzo di questi sistemi si estende a tutte le fasi di un’opera, dalla programmazione alla gestione, comprese le attività di verifica.

Nell’ottica di questo contributo sugli appalti pubblici, ricordiamo che le scadenze temporali relative all’introduzione obbligatoria di tali metodi e strumenti elettronici sono definite all’art.6, in particolare:
  • dal 1° gennaio 2020 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni di euro;
  • dal 1° gennaio 2021 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro;
  • dal 1° gennaio 2022 per le opere di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’art.35 del Codice dei contratti pubblici;
  • dal 1° gennaio 2023 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro;
  • dal 1° gennaio 2025 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro.
Un altro aspetto fondamentale da considerare è dato dal cosiddetto Capitolato, il documento allegato alla documentazione di gara per l’espletamento dei servizi di progettazione o per l’esecuzione di lavori o della gestione delle opere, che contiene, ai sensi dell’art. 7:
  • i requisiti informativi strategici generali e specifici, compresi i livelli di definizione dei contenuti informativi, tenuto conto della natura dell’opera, della fase di processo e del tipo di appalto;
  • tutti gli elementi utili alla individuazione dei requisiti di produzione, di gestione e di trasmissione ed archiviazione dei contenuti informativi, in stretta connessione con gli obiettivi decisionali e con quelli gestionali. In particolare, deve includere il modello informativo relativo allo stato iniziale dei luoghi e delle eventuali opere preesistenti.
Se i principi sono stati enunciati, quello che resta ancora un aspetto irrisolto sono i contenuti e una prassi consolidata che permetta alla modellazione digitale di essere il normale strumento di progettazione, costruzione e gestione degli immobili e delle infrastrutture pubbliche. Per questo occorrerà monitorare nei prossimi mesi la situazione circa il nuovo Regolamento attuativo del Codice Appalti di prossima emanazione e di cui per ora è presente solo una bozza. Abbiamo visto insieme come per rispondere in modo efficace ai bandi sicurezza in cantiere sia fondamentale non tralasciare alcuni aspetti decisivi perché la propria proposta risulti adeguata, completa e vincente; se vuoi conoscere tutti i vantaggi della Smart Safety BIM-based di Smart Space scrivi a  info@smartspace.it

< Scarica gratis il nostro ebook e scopri come BIM, Digital Twin e IoT possono migliorare la sicurezza in cantiere>