Intervista a Gianni Falleroni - Smart Space

Intervista a Gianni Falleroni

Gianni, sei appena entrato a far parte della squadra di Smart Space dopo una laurea in ingegneria elettronica. Ci racconti il tuo percorso di formazione?

Dopo aver concluso il liceo scientifico, spinto dal fascino dell’elettronica e per il mondo dell’elettromagnetismo, mi sono iscritto al corso di ingegneria elettronica alla Politecnica delle Marche, ritenendo che fosse il percorso più adatto a soddisfare la mia sete di conoscenza in questo ambito. Durante i primi tre anni, ho dovuto affrontare i corsi di base comuni a tutte le ingegnerie, per gettare le solide fondamenta matematiche e fisiche indispensabili per poter poi affrontare i problemi più specifici; inoltre, sono stato formato con corsi fondamentali come telecomunicazioni, elettronica analogica e digitale, elettrotecnica, campi elettromagnetici, e tanti altri che mi hanno permesso di esplorare la vastità del mondo dell’elettronica. Conclusa la triennale con una tesi sul progetto di un dispositivo a microonde, ho deciso di proseguire con il percorso di laurea magistrale, in cui ho sostenuto esami più specifici, che hanno comportato anche la realizzazione di diversi progetti in ambito machine learning, digital signal processing e algoritmi adattativi o ancora in simulazione di sistemi smart grid. Per la tesi ho avuto la possibilità di entrar a far parte della realtà di Smart Space e di progettare un nuovo dispositivo wearable, una cosa che all’università non avevo mai avuto la possibilità di fare e che mi ha entusiasmato moltissimo.

Ti sei laureato con una tesi specialistica sull’utilizzo di tecnologie IoT per la localizzazione con dispositivi radio a batterie a basso consumo, cosa ne pensi del fatto che questa tipologia di sensori intelligenti e collaborativi richieda competenze sempre più ibride e un continuo aggiornamento delle tecnologie?

Nella mia tesi ho potuto progettare un dispositivo IoT innovativo, il cui punto di forza è proprio quello del basso consumo energetico, grazie alla possibilità di demandare al cloud le operazioni di geolocalizzazione. Per operare nel mondo IoT, che sta subendo un rapido sviluppo, penso che sia fondamentale avere delle competenze ibride, che possono andare dal design di circuiti e progettazione firmware, che è la parte di cui mi sono occupato io, alla conoscenza dei protocolli di rete, competenze nell’analisi dei dati e machine learning, o ancora nell’ambito della sicurezza. Sicuramente è un mondo molto stimolante e dinamico, che permette di sviluppare sempre nuove conoscenze e di affrontare nuove sfide per essere sempre al passo con le nuove tecnologie.

Quali saranno le attività che svolgerai in azienda?

Attualmente sto lavorando al primo incarico che mi è stato affidato, il progetto di un prototipo con degli accelerometri che acquisiscono dati per il monitoraggio strutturale degli edifici. Ora sto sviluppando il sistema di acquisizione dati e affrontando le problematiche di sincronizzazione delle misure tra i vari sensori. Inoltre siamo in attesa della produzione del dispositivo che ho progettato nel mio lavoro di tesi, che poi dovrà essere testato e per il quale dovrò lavorare alla realizzazione del firmware. Non vedo l’ora di mettere le mani sull’hardware che ho progettato e di poter sviluppare ancora le mie competenze nel campo della progettazione hardware e firmware, che sono anche le principali attività che svolgerò in azienda.

Cito una bellissima definizione del tuo lavoro, l’ingegnere elettronico è un professionista dell’innovazione. Credo sia una bellissima definizione perché mette insieme due competenze alleate, la competenza tecnica e la capacità di visione. Ti ci ritrovi?

Penso che sia una bellissima definizione e che colga appieno le capacità della figura dell’ingegnere elettronico. A mio parere tra le varie ingegnerie è forse una delle più vicine al mondo della fisica e avendo a che fare con segnali “invisibili” come tensioni e correnti, si sviluppa una sensibilità maggiore che permette di analizzare i problemi che si affrontano con un occhio più critico. In più, in questo settore in continuo sviluppo, è molto importante essere sempre aggiornati e conoscere le tecnologie del momento, per poter realizzare dei sistemi innovativi negli ambiti più disparati, come può essere quello del cantiere. In un certo senso non si finisce mai di studiare e apprendere nuove tecnologie, in un continuo aggiornamento delle proprie conoscenze, con la conseguente possibilità di ampliare anche la propria visione e poter applicare tecnologie innovative ai sistemi che si realizzano.