La smart safety e la rivoluzione del BIM - Smart Space

La smart safety e la rivoluzione del BIM

La metodologia BIM si sta affermando in maniera crescente nel settore delle costruzioni. In questo articolo analizzeremo il processo innovativo che è in atto per capirne le motivazioni, i benefici e i possibili sviluppi futuri.

La trasformazione tecnologica e digitale delle imprese è ormai diventato un argomento cardine anche nel settore delle costruzioni.
La necessità di semplificazione e l’adozione di strategie innovative volte a supportare la gestione dei processi hanno identificato una nuova via da percorrere anche per le autorità di Governo che sostengono tale direzione di cambiamento, come si evince anche nei bandi di appalti pubblici. Questo processo di cambiamento vedrà necessariamente coinvolto anche l’ambito della gestione della sicurezza in cantiere.

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Il tema della smart safety costituisce, con più di un decennio di esperienza alle spalle, uno dei pilastri delle nostre competenze. Pertanto, con uno sguardo a un futuro prossimo, riteniamo che la contaminazione con le metodologie digitali emergenti rappresenti assolutamente un’opportunità da cogliere per raggiungere una maggiore efficienza nei processi in fase di costruzione.

Il BIM: cos’è e a cosa serve

Il nostro settore, quello delle costruzioni, soffre spesso una condizione di frammentazione che spesso non permette di coordinare in maniera efficace tutte le figure coinvolte nel processo. Basti pensare alla difficoltà dell’essere efficaci e aggiornati nel controllo dei costi di progettazione e costruzione.
Del resto, i flussi informativi viaggiano di rado in tempo reale e sono spesso disorganizzati. Inoltre, sono frequenti i cambiamenti in corso d’opera e se i progetti e i disegni non sono accurati e la qualità costruttiva adeguata, si può arrivare facilmente a situazioni di conflitto e/o duplicazioni di dati e informazioni rilevanti.
Per operare una controtendenza in questo andamento è necessario adottare sistemi che consentano di gestire in modo efficiente ed efficace tutte le informazioni, come già da tempo avviene in altri settori produttivi ad esempio quello industriale.

Nell’edilizia i cambiamenti si stanno verificando con più lentezza ma finalmente, anche qui, si inizia a comprendere l’importanza della digitalizzazione dei processi. Il promotore di questo cambiamento è il BIM (Building Information Modeling) che sta generando una vera e propria rivoluzione nel settore delle costruzioni.

Il BIM: la normativa di riferimento

Un input notevole nella direzione del cambiamento è stato dato dagli organi di Governo.

Nel 2014, infatti, il Parlamento Europeo, con la European Union Public Procurement Directive (EUPPD) del 15/01/2014 ha raccomandato l’utilizzo di strumenti elettronici supportati da tecnologia BIM, riconoscendone i possibili vantaggi. In seguito, sono state redatte norme sull’adozione di tecnologie e piattaforme digitali a supporto dell’ingegneria civile, industriale ed infrastrutturale, da diversi organi normativi istituzionali internazionali (ISO), europei (CEN) e anche italiani (UNI).

Dopo di che nel nostro Paese si è verificata un’improvvisa accelerazione con l’introduzione dell’obbligo, graduale di utilizzo da parte delle stazioni appaltanti pubbliche: dapprima il BIM è stato inserito nel  Nuovo Codice Appalti (50/2016, art. 23), come possibilità operativa per la partecipazione alle gare pubbliche; poi il decreto ministeriale 560/2017 ne ha resa effettiva l’introduzione, definendone tempi e modalità da parte delle stazioni appaltanti, amministrazioni concedenti e degli operatori economici.

Nel 2018, peraltro, è uscita la versione italiana del “Manuale dell’introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa”. Ad oggi siamo in attesa del testo definitivo del Regolamento Appalti che dovrebbe contenere norme applicative nel settore degli appalti BIM.

Il BIM: gli obiettivi

Grazie a questo breve excursus normativo possiamo comprendere che la rivoluzione del BIM è destinata a imprimere una radicale trasformazione che coinvolgerà il modo di progettare, costruire e monitorare l’intero ciclo di vita di edifici e infrastrutture. Gli obiettivi di questa rivoluzione sono ragguardevoli:

  • l’incremento della produttività
  • la riduzione dei tempi e degli errori
  • la razionalizzazione dei processi
  • l’ottimizzazione delle soluzioni e dei costi

Può essere facilmente intuibile che, per ottenere questi risultati, occorre investire l’intero processo costruttivo e coloro che ne fanno parte, cominciando dalla digitalizzazione della committenza, degli studi professionali di ingegneria e architettura, per arrivare alle imprese di costruzione, fino a scendere direttamente in campo, nei cantieri.
Questa rivoluzione investirà l’intero ciclo di vita dell’opera fino alla sua gestione e manutenzione (facility management).

Per poter trarre beneficio da questa rivoluzione bisogna prepararsi. Diventa perciò importante che ogni attore della filiera (progettista, costruttore, ente pubblico, installatore, manutentore, ecc.) approfondisca la conoscenza della metodologia e impari a lavorare in modo integrato con l’utilizzo di strumenti di gestione delle informazioni in modo da renderle chiare e accessibili.

Spesso si tende sbagliando a identificare il BIM con un software o una tecnologia specifica: al contrario, il BIM è un processo innovativo che si fonda sulla condivisione delle informazioni, ovvero sulla collaborazione degli attori coinvolti nel processo.
Questo nuovo metodo di lavoro collaborativo si serve di svariate piattaforme tecnologiche in linea con le esigenze degli operatori per ridisegnare i processi operativi rendendo più efficiente la progettazione, la costruzione e la gestione degli edifici e/o delle opere civili.
Un’opera prodotta con l’utilizzo del BIM entra a far parte di un processo integrato, per la natura stessa della metodologia che comporta di costruirla virtualmente ancora prima che venga realizzata e di conservarla anche per la gestione e manutenzione del bene.
Poter controllare e monitorare tutto il processo, soprattutto se molto complesso, rappresenta un enorme valore aggiunto.

Il BIM e la Smart Safety

Dopo aver delineato le principali caratteristiche della metodologia BIM, risulterà più facile comprendere le potenzialità della sua applicazione anche nell’ambito della sicurezza in cantiere.
Il cantiere di un’opera per sua natura presenta caratteri di forte dinamicità e mutevolezza nel tempo, inoltre richiede l’impiego di numerose competenze, spesso distanti tra loro. Questi aspetti ci portano a classificarlo come una singolarità in ambito gestionale. Peraltro, anche tra cantieri di opere diverse spesso non è possibile seguire la stessa strategia di processo realizzativo.
Ciò nonostante, fino ad oggi, l’attività di progettazione del cantiere è risultata essenzialmente statica e di carattere documentale, supportata al massimo dall’ausilio di strumenti di grafica 2D o 3D.

Quando si tratta un cantiere edile non si può prescindere dalla normativa vigente sulla sicurezza dei lavoratori (T.U. 81/08) la quale, tra l’altro, definisce due figure fondamentali: il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.
Uno dei maggiori problemi per i coordinatori è sicuramente quello di non poter avere una visione completa dell’opera già nella fase di progettazione, cosa che invece costituirebbe un grande supporto per la pianificazione della sicurezza in cantiere.
Proprio per questo, poter sfruttare un metodo collaborativo come quello del BIM diventerebbe vantaggioso anche per il coordinatore della sicurezza. Un approccio BIM, infatti, lo aiuterebbe a pianificare le diverse lavorazioni, in modo da individuare la più conveniente successione sia in termini di sicurezza che di costi.
Con questi dati poi potrebbe predisporre una verifica puntuale delle attività esecutive di cantiere per controllare lo stato di avanzamento lavori e per aggiornare coerentemente il giornale dei lavori.
Inoltre, il BIM è per definizione un modello integrato 4D, ovvero racchiude le diverse fasi di lavorazione accompagnate dalle relative tempistiche. Ne consegue che la disponibilità del cronoprogramma dei lavori, già in fase progettuale, agevola per il coordinatore della sicurezza la valutazione del pericolo e facilita l’analisi dei possibili rischi.
I potenziali rischi individuati possono essere analizzati separatamente per poi pianificare i flussi di lavoro, così da garantire che ogni lavoratore possa prepararsi adeguatamente per l’attività che dovrà svolgere.

Oltre a semplificare l’adempimento delle varie normative in materia di prevenzione di incidenti sul lavoro, il modello BIM del cantiere permette con specifici strumenti di simulare situazioni di emergenza in modo da valutare, per esempio, il funzionamento delle vie di fuga in caso di evacuazione delle maestranze.
Il modello BIM può quindi rappresentare in maniera puntuale la realtà del cantiere e può ricreare esattamente la natura del territorio in cui il cantiere si insedia, tenendo conto delle criticità fisiche presenti. Questo consente di restituire un quadro alquanto completo per individuare le possibili interferenze, tra lavorazioni e spazi operativi e definire le opportune scelte progettuali in materia di sicurezza.

La smart safety BIM-based di Smart Space

Abbiamo visto le peculiarità del BIM e i possibili vantaggi derivanti dalla sua applicazione nei cantieri edili. Tuttavia, in questo scenario, non sono ancora disponibili piattaforme di collaborazione digitale che prevedono applicazioni di automazione che permettano una gestione real time sfruttando l’interconnessione con i sistemi IoT (Internet of Things).

A questo proposito, la nostra vision sulla Smart Safety si basa sull’utilizzo di una piattaforma BIM collaborativa con l’integrazione dei dati rilevati in tempo reale da sistemi IoT.
La nostra soluzione propone attualmente la possibilità di avere piena visibilità digitale dei processi di costruzione e l’attivazione di procedure di monitoraggio automatico, come ad esempio quelle per la verifica del rispetto delle misure di sicurezza e dello stato di avanzamento lavori.
Molte delle piattaforme ad oggi presenti si basano su una gestione di tipo documentale. La nostra piattaforma BIM scende invece a livello di gestione del dato permettendo così lo sviluppo di molteplici applicazioni.
Il nostro scopo è quello di rispondere alla necessità di condividere uno stato sempre aggiornato delle condizioni del cantiere, consentendo a tutti i soggetti responsabili o delegati di contribuire all’elaborazione e alla gestione.

Questi obiettivi richiedono l’adozione di particolari tecnologie indirizzate soprattutto all’integrazione con gli strumenti legacy del settore e alla minimizzazione dell’impatto sui workflow dei diversi soggetti che contribuiscono al processo.
La piattaforma così concepita si serve della tecnologia “Web of Data”, evoluzione della tecnologia Web standard, per usufruire di tecniche di interscambio Web di strutture semantiche di correlazione dei dati.
In questo modo è possibile da un lato realizzare l’automazione di analisi di dati complessi via web, eliminando anche la necessità di istituire un repository dati centralizzato di difficile gestione in caso di progetti medio piccoli, e dall’altro correlare e conciliare fonti contemporanee di produzione di dati, ad esempio l’aggiornamento dello stato di cantiere e delle misure di sicurezza correlate, prodotto sia in automatico con analisi di sensori, che dai partecipanti al processo, senza la necessità di uniformare e sincronizzare strumenti digitali e workflow.

In questo articolo vi abbiamo fornito un rapido excursus su quello che è il BIM inteso come processo rivoluzionario del settore delle costruzioni. In particolare, abbiamo analizzato le sue potenzialità nella gestione della sicurezza in cantiere, lasciandovi sul finale qualche spunto di riflessione sugli sviluppi futuri.

Per avere maggiori informazioni sulle soluzioni Smart Safety di Smart Space scrivi a info@smartspace.it

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